Cause e concause della puzza nauseabonda nei pressi della stazione FR3 di Cesano. Ne avevamo parlato sul numero di ottobre del nostro giornale ipotizzando il motivo/i motivi dell’inquinamento atmosferico e prospettando anche un possibile inquinamento del suolo dovuto a scarichi abusivi di acque nere. Dopo l’articolo l’annoso problema è stato affrontato dal comitato dei cittadini di via Dalmonte che tramite il presidente ed il segretario ha interessato (tra gli altri) il Sindaco di Roma e l’ARPA Lazio al fine di individuare lo sversamento illegale di liquami che vanno a finire in un fosso su via della Stazione di Cesano inquinando il suolo e l’aria. Proprio detto fosso ove scorrono e ristagnano acque torbide (e quindi non solo piovane) è stato oggetto delle attenzioni di un cittadino residente da molti anni a Cesano che si è messo alla ricerca degli scarichi abusivi producendo un vero e proprio dossier con fotografie e filmati che ha consegnato alla redazione di “Cesano Informa” ed alla “Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus” che tra i propri scopi statutari ha proprio quello della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente.
Il cittadino cesanese ha rilevato che il fosso presente vicino alla stazione non è nient’altro che un punto ove si concentrano le acque provenienti da un fiumiciattolo che scorre a ridosso della Scuola di Fanteria, vicino a via Riccardo Bombig nel territorio compreso tra quest’ultima strada e lo stabilimento dell’Acqua Claudia, alle spalle quindi di via della Stazione di Cesano (in direzione Anguillara Sabazia).
In sostanza dove viene incanalata l’acqua piovana vi è uno scorrimento di acque nere che confluisce e passa per il fosso vicino alla stazione. Cosa esattamente venga smaltito in questa maniera e scaricato abusivamente a cielo aperto ammorbando l’aria ed inquinando il suolo solo l’analisi delle acque è in grado con certezza di dirlo ma la puzza è in grado di farcelo capire.
Non è possibile uno scempio ambientale di tal genere che va avanti da troppo tempo a causa della condotta illecita di uno o più soggetti.
Non sta ai cittadini individuare i responsabili del danno ambientale, tantomeno alla redazione di un giornale di quartiere e per questo auspichiamo un intervento delle autorità competenti al fine di mettere fine alla problematica. E’ necessario monitorare il fosso ed il corso delle acque torbide individuando gli scarichi abusivi (già alcuni scoperti e fotografati dal cittadino cesanese) anche attraverso analisi chimiche e batteriologiche che enti come l’ARPA Lazio debbono eseguire a beneficio della collettività.
Pubblicato da cesanoinformablog
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