Zanzara tigre il “picco” della diffusione tra agosto e settembre

Il Dipartimento Ambiente del Comune di Roma fa sapere che da mesi è in corso la campagna anti-zanzara tigre attraverso trattamenti anti-larva eseguiti da Ama Disinfestazioni, che agisce sulle principali aree pubbliche: scuole, centri anziani, cimiteri e tutti i tombini.
Ama interviene in base alle segnalazioni dei cittadini (chiamare lo 06-55301225) e sulla scorta del monitoraggio condotto tutto l’anno dall’Istituto di Superiore di Sanità, che individua le aree a maggior rischio collocando speciali ‘trappole’ su cui le zanzare depongono le uova. Quest’anno il fenomeno appare in calo ma tutt’altro che estirpato.
Campidoglio e Ama raccomandano dunque grande attenzione su balconi e giardini – e su ogni area privata, dove la campagna pubblica anti-zanzara non può agire –: come ogni estate, occhio ad ogni riserva d’acqua stagnante, anche minima, dai sottovasi alle pozze che si formano innaffiando i prati.

 E’ bene sapere che:

 La zanzara tigre “aedes albopictus” attva da maggio a ottobre raggiunge il picco di massima densità tra agosto e settembre; agisce prevalentemente nelle ore diurne con particolare riguardo alle zone all’aperto,  ombrose e ricche di vegetazione. Sino a dicembre è possibile osservare esemplari adulti di Zanzara tigre.
L’insetto adulto è dotato di scarsa capacità di spostamento (poche centinaia di metri), ma con vento favorevole può raggiungere notevoli distanze; può peraltro spostarsi con rapidità a distanze considerevoli sfruttando fenomeni di trasporto passivo, quali ad esempio gli autoveicoli.
In considerazione della ridotta capacità di volo è raro vedere esemplari di zanzara tigre ai piani alti delle abitazioni se non quando l’infestazione della zona risulti molto elevata. 
I luoghi di riposo degli adulti sono tra la vegetazione (siepi, erba alta e cespugli).
La Zanzara tigre in genere non si riproduce nelle marane, nei fossati o nei corsi d’acqua come fanno altre specie, ma preferisce svilupparsi in piccole e piccolissime raccolte d’acqua quali quelle presenti nei sottovasi, nei recipienti abbandonati all’aperto (bidoni, lattine, scatole e buste di plastica), nei tombini e nelle caditoie stradali, nelle vasche e nelle fontane dei giardini condominiali, nei bidoni utilizzati negli orti come riserva d’acqua per irrigare.

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