Medicinali veterinari venduti al prezzo massimo in farmacia. Formello (RM) loc. Le Rughe – Roma via Cassia – loc. Olgiata.

 

Un farmaco ad uso veterinario acquistato in farmacia a 147 euro, viene comprato successivamente dopo 10 giorni, presso un rivenditore autorizzato di medicinali veterinari a 129 euro. La differenza è notevole si tratta di 18 euro. Il fatto segnalatoci da un nostro lettore è successo tra Formello – località Le Rughe (RM)  e Roma via Cassia – località Olgiata –  con tanto di esibizione di scontrini fiscali emessi uno dalla farmacia e l’altro dal rivenditore autorizzato di farmaci veterinari. La redazione di Cesano Informa con l’ausilio dei consulenti dell’Associazione Pro Territorio e Cittadini  ha voluto approfondire la vicenda per capire quanto era successo  a beneficio di una corretta informazione. In prima battuta abbiamo riscontrato personalmente che presso la farmacia in questione il farmaco veniva venduto al pubblico a 147 euro, per maggiore precisione il prezzo sulla confezione era stato ritoccato mediante apposizione di un nuovo adesivo applicato dalla stessa farmacia in corrispondenza della precedente indicazione di euro 138. Alle nostre osservazioni veniva risposto che da pochi giorni avevano avuto comunicazione del cambiamento del prezzo. Presso il rivenditore autorizzato di farmaci ad uso veterinario riscontravamo che in effetti il  farmaco veniva venduto al pubblico al prezzo di 129 euro, nonostante che  sulla confezione fosse stata applicata la nuova indicazione del prezzo pari a 147 euro.  Alle nostre osservazioni il rivenditore replicava che era sua consuetudine riconoscere alla clientela uno sconto di varia entità sul prezzo dei farmaci indicato dalla casa quale prezzo massimo consentito. Nella medesima circostanza potevamo constatare che per una specialità medicinale  prescritta per eliminare i vermi intestinali,  lo sconto arrivava anche al 50% del prezzo indicato sulla confezione.  E’ bene sapere che il prezzo dei farmaci in base all’art. 63 del Decreto Legislativo 6 aprile 2006, n. 193,  non può andare oltre il prezzo massimo consentito che è quello indicato sulla confezione, ma chiaramente può essere inferiore a tale prezzo a discrezione del rivenditore, il che  la dice lunga sui margini di guadagno esistenti. In conclusione il farmacista si è attenuto alla normativa vigente vendendo il medicinale al massimo prezzo consentito, anche se è evidente che sulla confezione di medicinale in argomento ha ottenuto un ulteriore incremento netto di guadagno di 9 euro, il rivenditore autorizzato di medicinali veterinari ha invece optato, egualmente nel rispetto della normativa, per una politica commerciale di maggiore sconto al fine di ampliare la propria clientela.  Al cliente-consumatore non rimane che scegliere come spendere al meglio i propri soldi.

Articolo redatto da

Cesano Informa e Pro Territorio e Cittadini

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