MALASANITA’ PIANTA DA SRADICARE OVUNQUE. PRO TERRITORIO E CITTADINI DOSSIER PER RACCOGLIERE E DENUNCIARE CASI SCONOSCIUTI.

In questi giorni si sono riaccesi i riflettori mediatici sulla malasanità in Calabria che vede  allungarsi l’elenco delle vittime che altrove avrebbero potuto salvarsi.

L’inspiegabile morte di una bambina di 4 anni, curata dai sanitari dell’ospedale di Locri (RC) ha fatto nuovamente detonare  l’attenzione dei mass media attorno alla disastrosa situazione dell’assistenza  ospedaliera in diverse zone del Sud d’Italia.

Sia ben chiaro che quì non si vuole assolutamente discriminare una parte del Paese rispetto ad un’altra, tutt’altro si chiede allo Stato quale Autorità Sanitaria Nazionale di  intervenire con urgenza affinchè i gravissimi fatti di questi ultimi giorni non debbano più ripetersi. Quanto accaduto non può essere liquidato come un episodio di grave negligenza o colpa di uno o più sanitari o di temporanea inefficienza di una struttura sanitaria, bensì il Governo deve prendere atto che in alcune zone del nostro Paese il diritto dei cittadini alla tutela della salute  (art.  32  Costituzione) è gravemente compromesso dai numerosi casi di malasanità, di cui solo una minima parte sono noti all’opinione pubblica italiana.

L’Associazione Pro territorio e cittadini onlus –  in linea con i suoi principi statutari – a tal proposito  ritiene doveroso intraprendere una campagna di sensibilizzazione sull’argomento attraverso la diffusione di notizie e informazioni mai approdate sulle pagine dei giornali o nei telegiornali, cominciando a  mettere a disposizione della comunità  la testimonianza di un proprio socio appartenente alle Forze di Polizia che  negli anni 93-95, prestò  servizio nella Locride, da cui si rileva in maniera sconcertante come nel tempo le cose non siano affatto cambiate in meglio.

Riportiamo uno stralcio dal “dossier malasanità” in fase di elaborazione in cui  l’Ufficiale di Polizia  racconta:

” Non capii all’atto del trasferimento in Calabria perchè una regione d’Italia – nel XX secolo – potesse definirsi  “zona  di servizio disagiata”, ma  presto  ne compresi  il senso a spese della mia famiglia. Due diversi episodi verificatisi presso l’ospedale di Locri servirono a esemplificarmi il concetto di “zona disagiata” . La prima volta portai  al pronto soccorso il più grande dei miei figli  di 5 anni per medicargli una ferita al mento per la quale i sanitari dissero che avrebbero dovuto applicargli  alcuni punti di sutura, aggiungendo però che il filo per i micropunti era finito e che avrei dovuto procuraglielo io,  altrimenti avrebbero usato quello che avevano cioè lo “spago”. Solo il provvidenziale  intervento di un conoscente che lavorava in quella struttura fece materializzare dalle tenebre il necessario filo per   ricucire la pelle del mento al bambino in luogo del ventilato spago da macellaio, scongiurando una vistosa cicatrice permanente al viso. La seconda volta giunsi al pronto soccorso di Locri con il più piccolo di 3 anni, che a seguito di una caduta aveva urtato violentemente a terra con il braccio. L’ Ortopedico e il Radiologo di turno solertemente chiamati a casa per intervenire non furono però aiutati dalla loro scienza medica perchè nessuno dei due si accorse nonostante la radiografia lo comprovasse inequivocabilmente che il braccio si era purtroppo fratturato all’altezza del gomito.  Una doccia gessata fu il rimedio praticato, ma in realtà i dolori lancinanti avvertiti dal bambino e i conseguenti strilli consigliarono di rivolgersi privatamente ad altri due professionisti della zona che riuscirono questa  volta a leggere  correttamente la radiografia,   prescrivendo un  urgente intervento chirurgico al braccio per ricomporre una parte ossea così delicata per il normale accrescimento dell’arto. L’intervento fu effettuato presso una struttura privata convenzionata  della Sicilia a dimostrazione che non è in discussione la preparazione e professionalitò dei medici del meridione. Certo la gravità di questi casi scompare di fronte alla sorte infausta toccata alla bambina di 4 anni, ma rappresentano  una valida testimonianza di come inefficienze e negligenze siano tuttora persistenti nella medesima struttura sanitaria a distanza di 15 anni”.

Il diritto alla tutela della salute dei cittadini è un impegno per il quale l’Associazione Pro Territorio e cittadini è pronta a scendere in campo ha dichiarato Gabriele Colasanti attraverso iniziative di concreta sensibilizzazione di tutte le cariche istituzionalmente preposte alla salvaguardia della salute dei cittadini affinchè intervengano in maniera risolutiva nei confronti di una piaga sociale dalla dimensioni ancora poco conosciute, motivo per cui ci assumeremo l’onere di raccogliere tutte le segnalazioni di presunti casi di malasanità inviateci dai cittadini di qualsiasi parte del territorio italiano, nella convinzione che i casi di malasanità non siano una prerogativa del meridione,  per malasanità non dobbiamo pensare solo al caso più estremo conclusosi con la morte del malato/assistito ma ogniqualvolta il diritto all’assistenza sanitaria del cittadino sia stato negato in tutto o in parte:  liste di attesa esageratamente lunghe per interventi chirurgici, esami diagnostici o ricoveri ospedalieri,  assistenza domiciliare non effettuata, carenze o deficienze di vario genere da parte dei medici del Servizio Sanitario Nazionale a cominciare dai medici di base che non sempre tengono in debito rispetto i propri assistiti. etcetera. Il dossier che verrà redatto con tutte le segnalazioi pervenute sarà pubblicato a spese dell’Associazione che ne curerà la consegna alle competenti Autorità.

Storie, racconti e segnalazioni potranno essere inoltrati alla sede dell’Associazione :

Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus

via Marino Dallmonte 54   00123 Roma

oppure  via email all’indirizzo di posta elettronica:

associazione@proterritorio.net

Una risposta a MALASANITA’ PIANTA DA SRADICARE OVUNQUE. PRO TERRITORIO E CITTADINI DOSSIER PER RACCOGLIERE E DENUNCIARE CASI SCONOSCIUTI.

  1. cesanoinformablog scrive:

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DALLA SIGNORA TERESA LACENTRA

    Salve, sono Teresa Lacentra vedova di Testa Gerardo, disumanamente agonizzato ed ucciso dalla SSN, ho rintracciato chi come me viveva quest’orrore, ed abbiamo deciso di scendere in piazza…ora basta
    parlare…veniamo gettati in un pozzo buio chiamato dimenticatoio ed indifferenza,subendo quotidianamente l’ingiustizia,stiamo elemosinando gocce di giustizia ancor oggi negate, quindi ora Basta si lotta Realmente, vi allego il comunicato dove una delle tante associazione già ha aderito,questo è il comunicato che stiamo facendo girare in rete,ora
    chiedo la stessa cosa anche a Voi…Uniamoci per difendere il diritto alla viita…
    Cordialmente
    Teresa Lacentra

    TESTO DEL COMUNICATO

    Visto che da anni..da decenni, regna il menefreghismo e l’indifferenza delle istituzioni a non voler prendere seri provvedimenti, affinché la sanità migliori, l’Associazione Aiutogiustizia, con la partecipazione di altre delegazioni regionali, comitati e persone, che come noi, hanno subito
    la Malasanità e la Malagiustizia; hanno così deciso che il 2 novembre 2009, nella ricorrenza dei morti, ci raduneremo a Roma,presso il Palazzo di Grazia
    e Giustizia in via Renola, 70 nei pressi di P.zza Argentina , dove in silenzio TOMBALE faremo un Sittin, ci incammineremo verso il Ministero
    della Salute via Ripa 1. e daremo inizio alla nostra protesta, manifestando il nostro sdegno a questo silenzio assordante di tipo “OMERTOSO”
    Non chiediamo nulla di surreale, urliamo solo BASTA!! BASTA di questi CRIMINI BIANCHI, pretendiamo GIUSTIZIA, e pretendiamo che lo stato Tuteli
    art 32 della Costituzione,.
    Il nostro Inno e la nostra Forza sarà “PER NON DIMENTICARE” I Morti Ammazzati della Sanità!!!
    Facciamo presente alle varie Istituzioni, che non andremo via dal posto, affinché non avremo risposte concrete e certe e se dovesse rendersi
    necessario daremo il via ad uno sciopero della fame e della sete.

    QUESTA E´ UNA PIAGA SOCIALE CHE RIGUARDA TUTTI!!!
    VIENI CON NOI IL 2 NOVEMBRE 2009 DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA VITA!!!
    INFORMA I TUOI AMICI!!!
    INSERISCILO NEI VARI FORUM,BLOG DELLA RETE…. PASSATE PAROLA!!!

    contatti : Teresa Lacentra 346 411 45 11
    Paolo Pandolfi 335 58 90 648

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