CONSUMATORI AL MERCATO OCCHIO ALLA BILANCIA. LA FRODE E’ SUL PIATTO.

L’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus a tutela dei consumatori che quotidianamente acquistano alimenti sfusi come pane, pizza, formaggi, salumi etcetera, presso i vari punti vendita al dettaglio, lancia questo allarme dopo aver constatato che  nonostante l’esistenza di chiare leggi che impongono la vendita delle merci al peso netto,  si verificano ancora casi di pratiche commerciali scorrette che talvolta sconfinano nella frode commerciale.

La Legge n. 441 del 05/08/1981 stabilisce che la vendita delle merci sfuse sia effettuata al netto della tara, cioè senza contare il peso dell’imballaggio (carta utilizzata per involgere l’alimento). Tale norma ha inteso regolamentare la vendita di derrate alimentari sfuse in modo che l’acquirente non si trovi a pagare al prezzo del prosciutto anche la carta utilizzata per avvolgerlo.

In pratica per attuare tale disposizioni di legge sono state realizzate bilance elettroniche di precisione che sono in grado di pesare le merci detraendo il peso della carta (tara).

La modalità corretta di vendere il prodotto sfuso sarebbe quella di pesare sul piatto della bilancia i fogli di carta da utilizzare per avvolgere o contenere l’alimento  e inserirlo come “tara” nella bilancia che sarà così impostata per realizzare una pesata finale che calcoli il prezzo solo sul peso netto e non sul lordo (netto + tara).

Ma come dicevamo soprattutto in questo tempo di crisi la tentazione di ricorrere a pratiche commerciali scorrette trova spazio tra gli operatori commerciali disonesti che approfittando della distrazione o fretta del cliente addebitano il peso della carta al prezzo dei salumi o formaggi assai più costosi.

Ma insistono dall’Associazione raccomandiamo ai consumatori la massima attenzione a controllare le manovre eseguite alla bilancia da parte dell’addetto alla pesata perchè a seguito della segnalazione di alcuni nostri associati abbiamo potuto verificare come l’addetto in questione operante in proprio  all’interno di un punto vendita di un grande magazzino con inaudita sfrontatezza  alias faccia tosta, ponesse a bella posta sul piatto della bilancia  un sacchetto di carta per alimenti ripiegato pari a 14 grammi  aggiungendolo così fraudolentemente alla pesata dell’alimento dotato anch’esso di altra carta di imballaggio.

Nella specifica circostanza la manovra non andava a buon fine per l’intervento del consulente dell’Associazione che faceva ripesare il tutto pane e pizza bianca evidenziando che:

–  la pesata della pizza era stata maggiorata di 25 grammi con un costo aggiuntivo  di 14 centesimi di euro;

–   la pesata del pane era stata maggiorata di 32 grammi per un costo aggiuntivo di 11 centesimi di euro,

per un totale tra pane e pizza di 25 centesimi  su una spesa totale di  euro 3,79.

Si riportano a beneficio dei lettori una piccola guida ricavata dalle disposizioni in materia:

L’art. 1 della legge 441/81 stabilisce che debbono essere vendute a peso ed al netto della tara le merci il cui prezzo sia fissato per unità di peso.

Si intende per tara tutto ciò che avvolge o contiene la merce da vendere, o che è unita con essa e con essa viene venduta.

La vendita al minuto ed a peso delle merci allo stato sfuso deve essere effettuata con bilance omologate che consentano la visualizzazione diretta ed immediata del peso netto e pertanto la bilancia deve essere collocata nel locale di vendita in modo tale da consentire all’acquirente la visione libera e immediata del dispositivo indicatore del peso e dell’intera parte frontale e laterale della bilancia stessa.

Sanzioni e responsabilità penale

Fatta salva l’applicazione della legge penale, ove i fatti che concretano le infrazioni alle disposizioni della Legge 441/1981 o del DM 21.12.1984 costituiscano reato, per l’inosservanza delle relative norme si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 77 € a 309 €.

La vendita a peso lordo anziché al peso netto comporta la violazione dell’art. 515 C .P. (frode nell’esercizio del commercio), che è punita con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 2.065 €.

Redazione di Cesano Informa

Una risposta a CONSUMATORI AL MERCATO OCCHIO ALLA BILANCIA. LA FRODE E’ SUL PIATTO.

  1. Andrea scrive:

    Bravi.. ottimo consiglio.

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