RIMBORSI IVA SU TASSA RIFIUTI. UNA BRUTTA STORIA ALL’ITALIANA TRA GIUSTIZIA NEGATA E SPECULAZIONI

Torniamo ad occuparci di un argomento che è nuovamente balzato all’attenzione di quanti per anni hanno corrisposto unitamente al tributo sulla raccolta dei rifiuti il balzello non dovuto dell’IVA al 10%. Le speranze di avere il rimborso delle somme pagate come IVA si sono riaccese con l’ultima sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo u.s. che non ha fatto altro che riaffermare il principio enunciato dalla Corte Costituzionale nella sentenza del luglio 2009, vera pietra miliare sull’argomento, fortemente disattesa e contrastata per ragioni di bilancio da parte dello Stato e di molti Comuni.

Si comprende quindi come la sentenza della Cassazione del 9 marzo u.s. non abbia aperto nuovamente i termini per chiedere i rimborsi dell’IVA pagata in più, per cui nulla ha cambiato rispetto alle precedenti possibilità che aveva il cittadino di provare ad ottenere la restituzione dell’IVA.

Eppure questo fatto è stato colto al volo da alcuni soggetti mediante la promozione di ingegnosi modelli diversamente denominati per chiedere il rimborso dell’IVA, frutto invero della libera iniziativa di questa o quell’associazione che sfruttando l’attuale momento di crisi economica fanno credere che è facile ottenere in tempi brevi il rimborso dell’IVA, a patto che si corrisponda la quota associativa, ottenendo loro sì un vantaggio ecomico immediato se rapportato all’elevato numero di soggetti interessati a riavere qualche centinaio di euro.

Questi soggetti si guardano bene però dal dire che qualora la società di raccolta dei rifiuti o il comune non intendano restituire tali somme indebitamente riscosse, l’unica strada percorribile è quella dell’azione legale con l’assistenza di un avvocato (con aggravio di costi  per intentare un’azione di rivalsa nelle opportune sedi giudiziarie.

Ma la vita del cittadino che ha scoperto dopo vari anni di essere stato ingiustamente tartassato non è affatto così semplice, perchè altrimenti si potrebbe dire basta andare fino in fondo, tanto se lo dice a chiare lettere la Cassazione e financo la Corte Costituzionale qualsiasi giudice non avrà difficoltà a condannare società e comuni resistenti a restituire l’IVA ed a pagare le spese legali e di giustizia.

L’ingenuo cittadino scoprirà come hanno avuto modo di fare per fortuna loro senza aggravi di spese   legali e di giustizia alcuni residenti romani (azione legale gratuita offerta dall’Associazione Pro Territorio e Cittadini Onlus senza il pagamento di tessere o quote associative per tramite dello studio legale dell’avv. Arnaldo Del Vecchio)  che le cose in termini di giustizia in Italia non stanno affatto così.

Nei Paesi anglosassoni infatti una sentenza di un giudice, tantoppiù se parliamo della Suprema Corte di Cassazione, costituisce un precedente al quale gli altri giudici chiamati a pronunciarsi in seguito su casi analoghi devono uniformarsi, ma ciò non vale in Italia dove ogni giudice è libero di regolarsi come meglio crede.

E’ stato così che come accennavano poc’anzi, un gruppo di residenti romani si è visto negare a Roma il proprio diritto alla giustizia da parte di un giudice di Pace che dopo circa due anni ha dichiarato di essere incompetente a decidere sulla loro richiesta di restituzione dell’IVA pagata all’AMA indicando nella commissione tributaria provinciale l’organo competente. Peccato che altri giudici di Pace e la stessa Cassazione si erano pronunciati diversamente.

E allora ecco che la storia dei rimborsi dell’IVA occorre raccontarla tutta senza reticenze od omissioni perchè non esistono moduli di rimborso elaborati dall’Agenzia delle Entrate, ne può esservi certezza che la società dei rifiuti o il comune restituiscano le somme richieste,  anzi è molto probabile come è capitato a Roma che l’AMA a fronte della richiesta dei cittadini non abbia inteso rispondere in alcun modo e che citata in giudizio di fronte al Giudice di Pace abbia opposto strenua resistenza con i propri avvocati al fine di non adeguarsi alla sentenza della Corte Costituzionale.

L’importante è sapere come stanno le cose,  poi ognuno potrà scegliere consapevolmente il da farsi accettando o meno le incognite del sistema giudiziario italiano.

Roberto Colasanti per Cesano Informa

Una risposta a RIMBORSI IVA SU TASSA RIFIUTI. UNA BRUTTA STORIA ALL’ITALIANA TRA GIUSTIZIA NEGATA E SPECULAZIONI

  1. VERONICA scrive:

    SALVE, IO HO INVIATO TRAMITE RACCOMANDATA LA RICHIESTA DI RIMBORSO DELL’IVA AL 10% ALL’AZIENDA CHE SI OCCUPA DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI NEL COMUNE DI RIMINI MA NON HO RICEVUTO RISPOSTA. OGGI HO INVIATO UN SOLLECITO MA MI CHIEDO COME FARE PER PROCEDERE PER VIE LEGALI SENZA SBORSARE PIU’ DI QUELLO CHE DOVREI AVERE COME RIMBORSO. A QUESTO PUNTO COME TUTTI MI CHIEDO SE NE VALGA LA PENA….GRAZIE

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